Pagliacci (1982)


Titolo inglese Pagliacci

Cast
Teresa Stratas, Plácido Domingo, Juan Pons, Alberto Rinaldi, Florindo Andreolli, Ivan Del Manto, Alfredo Pistone.

Genere  Drammatico

Durata 72 Minuti

Colore

Aspect ratio 1.33:1




Sinossi


"Pagliacci" è stato diretto nel 1982 dal Maestro Franco Zeffirelli ed è la trasposizione filmica della celeberrima opera di Ruggero Leoncavallo. La rappresentazione inizia a sipario calato, con Tonio (Juan Pons) che, in costume da Taddeo, si presenta come Prologo, fungendo da portavoce dell'autore ed enunciando i principi informatori e la poetica dell'opera.

Il Prologo di "Pagliacci" costituisce un vero e proprio manifesto poetico-programmatico della corrente verista all'interno della giovane scuola italiana. La compagnia di Canio (Plácido Domingo) è giunta in un paesino meridionale, Montalto Uffugo in provincia di Cosenza, per inscenare una commedia. Canio non sospetta che la moglie Nedda (Teresa Stratas) lo tradisca con Silvio, un contadino del luogo. Tonio, che ama Nedda ma che è da lei respinto, avvisa Canio del tradimento. Questo scopre i due amanti che si promettono amore, ma Silvio fugge senza che Canio lo veda in volto.

Canio vorrebbe scagliarsi contro Nedda, ma arriva uno degli attori a sollecitare l'inizio della commedia perché il pubblico aspetta. Canio non può fare altro, nonostante il suo turbamento, che truccarsi e prepararsi per la commedia. Canio, nel ruolo di Pagliaccio, impersona appunto un marito tradito dalla sposa Colombina. La realtà e la finzione finiscono col confondersi, e Canio, nascondendosi dietro il suo personaggio, riprende il discorso interrotto dalla necessità di dare inizio alla commedia e, sempre recitando, rinfaccia a Nedda la sua ingratitudine e trattandola duramente le dice che il suo amore è ormai mutato in odio per la gelosia.

Di fronte al rifiuto di Nedda di dire il nome del suo amante, Canio uccide lei e Silvio accorso per soccorrerla. Tonio e Beppe, inorriditi, non intervengono ma gli spettatori, comprendendo troppo tardi che ciò che stanno vedendo non è più finzione, cercano invano di fermare Canio, che, a delitto compiuto, esclama beffardo: "la commedia è finita!".

Sceneggiatura tratta dal libretto di Ruggero Leoncavallo.


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