Cavalleria rusticana (1982)


Titolo inglese Cavalleria rusticana

Regia Franco Zeffirelli
Cast
Yelena Obraztsova, Plácido Domingo, Renato Bruson, Fedora Barbieri, Axelle Gall.

Genere  Drammatico

Durata 70 Minuti

Colore

Aspect ratio 1.66:1




Sinossi


Il film si apre sulla città siciliana di Vizzini, durante la notte del Sabato santo. Santuzza (Yelena Obraztsova) corre dal paese vicino alla casa di compar Alfio (Renato Bruson), dove l'amato Turiddu (Plácido Domingo) è andato a far visita a Lola (Axelle Gall), sua amante e moglie di Alfio. Turiddu scende e parte, e canta la siciliana a Lola, ma sul cammino incontra compar Alfio, e fugge per i boschi non passando per la strada, anche se viene intravisto dal marito dell'amante. Sconvolta, Santuzza decide di tornare in paese, e si reca in chiesa.

All'alba, i lavoratori tornano alle loro case dopo il lavoro della mattina presto. Santuzza si reca da Lucia, madre di Turiddu, per chiederle informazioni sull'amato. Intanto arriva Alfio, che dice a Lucia di aver intravisto Turiddu vicino a casa sua. Santuzza ordina a Lucia di tacere mentre la folla si reca in chiesa per le celebrazioni della Pasqua. Lucia chiede a Santuzza il motivo del suo comportamento e Santuzza spiega che Turiddu è l'amante di Lola, la moglie di Alfio. Lucia si reca in chiesa, e Santuzza incontra l'amato, e lo supplica di tornare insieme con lui.

Al suo rifiuto, Santuzza gli augura la "MalaPasqua" e, incontrato Alfio, gli rivela la relazione della moglie con Turiddu. Santuzza, sconvolta per ciò che ha fatto, ritorna al paese, in chiesa, dove durante la celebrazione scorge Turiddu e Lola con sguardi carichi di passione. Usciti da chiesa, Turiddu offre da bere a tutti e Alfio, incontratolo, decide di sfidarlo. Turiddu, prima di recarsi al duello, fa promettere alla madre di occuparsi di Santuzza. Poi parte per il duello. Lucia, sconvolta, corre per strada, e Santuzza e le donne la consolano. Improvvisamente risuona un urlo: "Hanno ammazzato compare Turiddu!". Santuzza, sconvolta, guarda per l'ultima volta l'amato, cadavere.

Sceneggiatura tratta dal racconto di Giovanni Verga, dal libretto di Guido Menasci e dall'opera di Pietro Mascagni.


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