Il regista fiorentino si racconta in questa autobiografia offrendo il racconto di una vita vissuta in nome della bellezza. Nato a Firenze, la guerra lo porta in montagna, partigiano, a vedere la morte da vicino e a schivarla grazie a un colpo di teatro degno del "Trovatore". L'incontro con Luchino Visconti da il via libera a un grande talento covato negli anni dell'Accademia di Belle Arti. Il mondo dello spettacolo gli si apre di fronte: teatro, cinema e opera. Parigi, Londra, Milano, Los Angeles.Franco Zeffirelli vive d'arte e "di un ottimismo a qualunque costo" che ancora oggi lo spinge a tuffarsi nelle sue imprese con l'entusiasmo di sempre. In questa autobiografia, mette in scena tutta la sua vita con l'abilità di chi sa tenere il pubblico incollato ai fatti e immerso nelle atmosfere, raccontandosi con franchezza.

Uscita per Mondadori il 28 novembre del 2006, è un'autobiografia ufficiale di oltre 500 pagine in cui Zeffirelli racconta una vita fuori dall’ordinario. Figlio illegittimo di un commerciante di stoffe, che lo riconoscerà solo dopo anni e di Adelaide Garosi, cresce in una Firenze perbenista e ipocrita. All’oratorio un frate lo sbaciucchia e lo molesta: “Si rilassò, dopo aver soddisfatto il suo desiderio inconfessato con il semplice contatto del mio corpo. Poi però corse al suo inginocchiatoio piangendo calde lacrime di pentimento”.



Biondo, bello e di gentile aspetto, Zeffirelli piace, e molto. Persino ad un uomo corteggiato e inaccessibile come Visconti. A Firenze Luchino nota il giovane aspirante scenografo ed è l’inizio di una collaborazione e di un amore tormentato, spezzato, mai spento. Il legame con Visconti gli spalanca tutte le porte.

La prima volta a Parigi con tre lettere in tasca: per Cocteau, Marais e Coco Chanel. Mademoiselle prende a cuore il suo pupillo e, prima che lui lasci la capitale, gli regala 12 disegni, 12 ballerine firmate Matisse: “le presi per riproduzioni, invece erano tutti originali. Mi hanno salvato nei periodi di magra”.

Diventato regista affermato, ricevuto dalla regina Elisabetta e da Paolo VI, da Hillary Clinton a Bob Kennedy, diventa amico di Liz Taylor e Laurence Olivier ma soprattutto di Maria Callas, un mito che inseguirà fino alla fine. “Per cercare di convincerla a tornare in scena andai fino a Skorpios, da quell’orribile Onassis. Durante un giro in barca, lui tentò di farmi delle avances, forse permettere zizzania tra me e Maria”. Invano.



Zeffirelli.
Autobiografia.